420 STUDI V1CHIANI sua vita, abbozzata prima e poi ripresa più volte, e ritoccata sempre fino alla morte con innumeri postille e annotazioni, brillano come stelle splendenti in un firmamento caliginoso, è la bellezza, l’attrattiva, il fascino di Vico. In queste luci il maggior motivo che, anche al lettore intricato nelle mille difficoltà che in menti inesperte suscita la lettura dello scrit- tore napoletano, fa amare questo libro difficile, aspro, duro; che tuttavia non si può deporre senza che rinasca la brama di riprenderlo e ritornare a leggerlo con la speranza di capirci prima o poi qualche cosa di particolarmente importante e di scoprire una paglia d’oro in mezzo al terreno sabbioso. Qui l’incanto della Scienza Nuova, in cui gl’ Italiani ve- dranno sempre l'estratto della più riposta sapienza dei loro padri e la sorgente inesausta della verità a cui s’abbevera il pensiero moderno: il segreto della filosofia che concilia l’uomo con Dio, gl’infonde la fede nella vita, e gli fa sentire dentro non so che divino che lo eleva al di là di tutti i limiti del- l’umano e di tutte le miserie terrene, senza farlo cedere perciò alla tentazione del maligno, anzi raumiliandolo ad ora ad ora nel sentimento del nulla che l’uomo è appena si allontani da Dio. Fu cattolico o immanentista ? Questione spesso dibattuta quasi per dividere gli animi concordi nel sentire la grandezza di Vico: questione di scarso interesse storico e che si risolve negando che per Vico ci potesse essere tra i due termini l'op- posizione inconciliabile che c’ è per chi si domanda se egli fu cattolico o immanentista. Nessun dubbio che egli si sarebbe ribellato a chi lo avesse voluto tirare da una parte o dall’altra. E nessun dubbio, perciò, che l’insegnamento di Vico non è fatto per dividere gl’ Italiani; i quali vogliono una filosofia dell’ immanenza, che concentri nella libertà dello spirito l’infinito universo, ma vogliono pure vivere della fede della loro tradizione vittoriosa. Esso li inviterà sempre a cercare in se medesimi il principio in cui le parti avverse potranno conciliarsi superando gli esclusivismi che han sempre del paradosso e del fazioso. Da Vico impareranno sempre gl' Ita- liani a disdegnare le fazioni. 1944.