VI. IL FIGLIO DI G. B. VICO 193 eloquenza»1; cioè, come si vedrà, Gennaro: e l'altro, — ce lo dice il Villarosa1 2 3 4 5, — Filippo, morì impiegato nella Regia Dogana di Napoli 3. Di un figliuolo, il cui nome non gli piacque di ricordare, il Villarosa stesso 4, che ebbe modo d’esserne informato, ci fa sapere che amareggiò assai il padre per la sua cattiva indole. « Cresciuto questi in età, lungi di dar opera agli studi ed alle oneste discipline, diessi interamente in preda ad una vita molle ed oziosa, ed in processo di tempo a' vizi di ogni maniera, in guisa che il disonore divenne dell'intera famiglia». Riuscite vane le ammonizioni e le minacce del padre e di autorevoli amici, il povero Vico fu, suo malgrado, costretto a ricorrere alla giustizia per farlo imprigionare. « Ma nel momento che ciò si eseguiva, avvedendosi che i birri già montavan le scale della casa di lui, e l'oggetto sapendone, trasportato dal paterno amore, corse dal disgraziato figlio, e tremando gli disse: — Figlio, salvati. — Ma un tal passo di paterna tenerezza non impedì, che la giustizia avesse il corso dovuto, poiché il figlio condotto venne in prigione, ove dimorò lunga pezza, finché non diede chiari segni di esser veramente ne’ costumi mutato » 5. Fu costui Filippo o Ignazio ? 1 Vita di G. B. Vico, nel Giornale arcadico del 1830, t. XLV1II, pp. 97-8- 2 Opuscoli, I, 228. 3 [Chi, di sicuro, mori impiegato nella Dogana napoletana fu, ve- ramente, Ignazio. Ma potrebbe anche darsi che Filippo, dopo il 1744, avesse un posto simile a quello del suo maggior fratello (Comunica- zione di F. Nicolini)]. 4 Opuscoli, I, 161-2; cfr. ora Opere, V, 79. 5 [Il racconto del Villarosa, che non è al certo inverisimile e sarà magari vero, non ha trovato alcuna conferma nei documenti contem- poranei venuti finora alla luce. I quali, per altro, dicono che 1’ 8 feb- braio 1730 Ignazio Vico sposò la ventenne Caterina Tomaselli senza che i genitori di lui, a differenza che per gli altri loro figliuoli, inter- venissero al matrimonio (da che parrebbe che non lo volessero) ; e che al matrimonio stesso fu fatto inutile impedimento canonico da una Grazia Maddalena Pascale, con la quale sembra che Ignazio avesse una relazione intima (Comunicazione di F. Nicolini)].