16 STUDI VICHIANI copiosa di notizie dirette su uomini e libri oscuri e non facilmente reperibili, né pur nelle biblioteche napoletane, intorno alla cultura scientifica, filosofica, letteraria, giu- ridica deh'ambiente in cui il Vico formò la sua; e in cui bisogna perciò rivivere col Vico, chi voglia intenderne pienamente la concreta mentalità. È il mondo stesso della sua mirabile Autobiografia, che è già essa una guida attraverso lo svolgimento progressivo del pensiero vi- cinano, ma ricercato e rifrugato in tutti gh angoli, in cui posò o passò la faccia mahnconica e meditabonda del filosofo, concentrato bensì nel suo pensiero, ma non sì, com’ è naturale, che non si guardasse intorno, e non ne risentisse sempre nuovi stimoh all'originalità delle sue idee. Malgrado tutto, gh studiosi si gioveranno molto del nuovo hbro del Cotugno, che porta molte aggiunte e rettifiche all’opera del Maugain; e gh sapranno anche grado di un curioso documento inedito di cui, per comu- nicazione dello stesso Cotugno, aveva dato notizia il Croce nelle note all’ Autobiografia, ma che dal Cotugno è inte- /gralmente pubblicato nell’appendice del suo volume: con- tenente una minuta relazione deh’ultima disgrazia toccata al povero Vico, dopo morte, per le strane e villane gelosie della confraternita laica, a cui era ascritto, e che ne avrebbe dovuto curare perciò il seppellimento ; e invece, dopo aver costretti i professori universitari, recatisi in forma ufficiale e solenne alle esequie, a ritirarsi, abban- donò il feretro nel cortile in cui era stato intanto calato, per nuove contestazioni di prerogative col parroco. La sorte avversa non gh dava requie né pur dopo morte !