I. IL PENSIERO ITALIANO NEL SECOLO DEL VICO 13 del Cinque e del primo Seicento. L’ Italia dal 1657 al 1750 è 1’ Italia che accoglie il riflusso della cultura europea, su cui ha esercitato ella precedentemente un'azione sto- rica rinnovatrice: e in questo lavoro di riassorbimento, che dev'essere ed è anche di reazione (esempio solenne Vico), è la vita sua nuova rispetto al passato. Il senso di questa vita nuova, se non m’inganno, non c’ è nel libro di Maugain : forse perché esso è un semplice « saggio », che per diventare una vera storia avrebbe bisogno di una ricerca e di una ricostruzione più profonda e più intima in ogni sua parte. IV. Il secolo del Vico è stato in Italia negli ultimi tempi argomento di studio di molti, che variamente hanno tentato di scuotere la vecchia tesi di Giuseppe Ferrari, sostanzialmente giusta benché espressa in formula troppo rigida e contornata da più di un giudizio paradossale, se- condo il gusto di quello scrittore. Tra questi studiosi merita che qui si menzioni, anche come tipico esempio di quella passione che in ogni tempo suscitò con le parti stesse misteriose del suo pensiero e della sua vita Giam- battista Vico nelle province meridionali, uno scrittore erudito e ingegnoso, quantunque variamente indulgente alle tendenze di una cultura dilettantesca: Raffaele Co- tugno. Il quale nel 1890 pubblicò un opuscolo su G. B. Vico, il suo secolo e le sue opere. E nel 1914 tornò sul tema in un volume I, dove raccolse il miglior frutto de’ suoi lunghi studi. 1 Raffaele Cotugno, La sorte di Giovati Battista Vico e le po- lemiche scientifiche e letterarie dalla fine del sec. XVII alla metà del XVIII secolo, Bari, Laterza, 1914. 2