TI. BERNARDINO TELESIO t8o Guardate a quel ragguaglio e quasi livellamento, che Telesio fa delle operazioni superiori dello spirito umano con le inferiori; e di queste con le funzioni psicologiche degli animali, non distinte altrimenti che per grado, ma identi- che qualitativamente ; e poi del sentire col fatto fisiologico ; che non è se non movimento di uno spirito, materia resa estremamente sottile dal caldo: e poi quella sua estensione del senso, a tutto il caldo e a tutto il freddo o, come bisogna intendere, a tutta la materia la quale, anche se fredda, poiché il freddo è un prevalere sul caldo, è, un po’ almeno, anche calda; e considerate che, — negata ogni finalità intesa, a mo’ di Aristotele, come mèta estrinseca del pro- cesso naturale, rappresentata dalla forma separata, — dell'anima umana, così naturalisticamente considerata, ei raccoglie lo sforzo supremo, che è l'attività etica, nella spontanea tendenza alla conservazione di sé, onde non solo l’uomo, ma tutte le cose in natura tendono a perse- verare nel loro proprio essere V Ebbene: quest’autocon- servazione, in cui si assomma e concentra sostanzial- mente, nella sua espressione finale, tutta la vita della natura, è l’umanità dell’uomo, che è moralità, ed è, insie- me tutto l’operare, anzi l’essere attuale della natura. Ma l’uomo la sorprende come conato istintivo in se me- desimo : e se chiude gli occhi alle forme più alte della propria spiritualità, e si rannicchia dentro questo senso oscuro, che può attribuire alla natura universale, egli è perché, non sapendo ancora in che modo nelle forme superiori dello spiritosi possa vedere la sostanza di tutto, compresa quella stessa natura che par materia, movimento e nulla più, il filosofo ha bisogno di affermare di sé solo quel tanto, che gli consenta tutta una concezione della natura iuxla 'pro- pria principia. 1 Per la teoria della conoscenza e l’etica telesiane vedi la tesi dello Heiland cit. nella Bibliografia, II, 24.