11. BERNARDINO *55 I i.l. bSIU si ricordassero di quel che il maestro aveva detto, o imitas¬ sero quel che aveva fatto. « Giacché Aristotele stesso vuole, che in filosofia innanzi a tutti gli amici si onori la verità, in grazia della quale ei non teme riprendere anche il suo maestro ed amico. E mossi dall’amore di lei sola, per certo, e lei sola venerando, noi, non sapendo acquetarci a quel che avevano insegnato gli antichi, a lungo abbiamo scru¬ tato la natura ; e, se non c'inganniamo, scopertala, l’abbia¬ mo voluta svelare ai mortali, stimando non essere da uomo probo e libero, occultarla al genere umano per invi¬ dia o per tema dell'altrui invidia 1 ». Essa sola ! Fuori di questo mondo, adunque, in cui egli raccoglie e critica la tradizione antica c scruta da capo la natura, finché non gli paia di scoprirne il segreto, e questo, da ultimo, si accinge a comunicare agli altri, è vano cer¬ care il Telesio: potrete trovare un’ombra, non la persona viva. Egli è tutto lì, ne’ suoi libri. Nei quali c’è bensì un punto, che fermò già Bacone 2 3, ma che è sfuggito, credo, a tutti i biografi, anche al sagace e diligentissimo Bartelli, che mi piace nominare subito a titolo di onore, e a sdebitarmi qui della riconoscenza che gli debbono gli studiosi del Telesio: un punto, che è come uno spiraglio aperto in cotesto mondo intellettuale ; e attraverso di esso trasparisce vagamente qualche cosa della vita privata dell’uomo. A proposito di certa indagine speri¬ mentale intorno all’azione del calore in ragione della sua quantità — indagine che il Telesio, per conto suo, ritiene impossibile — egli esce in queste parole: «Così vi riu¬ scissero altri, dotati d’ingegno più perspicace e in grado di studiare la natura con tutta tranquillità, sì da diventare, non pure onniscienti, ma onnipotenti. A noi, per confes¬ 1 De rer. natura, III, i; cfr. proemio alla edizione 1565 del De ver. princ., in principio e in fine. 3 Bacone, De principiis atque originibus secundum fabulas Cupidinis et Coeli, in Philosophical Works, ed. Ellis e Spedding, III, 108.