Il, KERXARDIXO TELKSIO 154 tocca; che si chiude nella sua filosofìa e si estrania alla realtà storica, che egli più non vede, e che diventa pertanto inafferrabile alla sua filosofia, cui pure, come a scienza del tutto, nulla dovrebbe sfuggire. La vita del Telesio q quando si astragga dalla storia dello svolgimento del suo pensiero, si racconta in poche parole, perché è appunto la vita di un uomo, che vive tutto chiuso in se stesso; e se vi giunge il rumore fioco del mondo che si agita attorno al filosofo, è, tutt’al più, il saluto benevolo degli amici, facili a chi, non contrastando altrui nessun bene mondano, non si toglie per sé se non quello, che par- tecipato non si scema; o è il consenso o il dissenso degli studiosi, che con lui si sequestrano dalla vita comune; o è il malinconico ricordo della famiglia e degli affetti e interessi domestici, che, trascurati, diventano fonte perenne di af- fanni e impedimenti dolorosi al pensiero dominante del filosofo assediato sempre dalla immagine raggiante di quella donna bellissima, che Bernardino amava di ripro- durre sul frontespizio dei suoi libri: tutta nuda, nel verde piano, lungi dalle città dei mortali, le braccia aperte e aspettanti, illuminati il petto e la fronte dal sole; e intorno il motto appassionato: pò va poi oiXa, «sola a me cara»: la divina Verità, di cui Giordano Bruno canterà che nuda de loto iaculatur corpore lucem1 2; e per la quale egli, il Telesio, nella tarda età, raccogliendo nella sua opera maggiore il frutto di una lunga vita a lei consacrata, si scusava delFaudacia del suo dissentire da Aristotele, interprete sommo, anche a suo giudizio, della natura, ammonendo i proni aristotelici del suo tempo, che 1 Per la vita del T., quando non siano citate altre fonti, mi attengo all’Orazione del D’Aquino e alla monografìa del Bartelli (vedi Bibliogra- fìa, II, n. 29), a cui si deve la scoperta di molti documenti inediti e un acuto esame dei ragguagli biografici antichi. 2 G. Bruno, De immenso, in Opera lai. conscr,, ed. Fiorentino, I, il, 290.