[£. BERNARDINO TELF.SIO I45 Spirto gentile sono superfetazioni retoriche della sua poesia. Tale non era stato quell’Alighieri, che a lui restò sempre incomprensibile, nel poema divino, contemplazione e poe- sia, ma di uno spirito energico, che guarda al suo tempo, e s’appassiona per tutte le lotte che gli si agitano intorno, e fa tuonare da Dio la parola che può essere la salute di tutti. Letterati saranno tutti i poeti e filosofi dell’Italia fiorentissima del Rinascimento, che accetteranno tutti la vita quale la troveranno, poiché la loro vera vita essi se la faranno dentro, nella fantasia e nella speculazione, nel nel mondo creato da loro. La stessa religione, fissatasi, al loro sguardo, nella Chiesa, che non solo associa le anime, ma le forma e riforma con lamministrazione del divino commessole, con la sua teologia e con la sua filosofia, diventa per loro qualcosa d’estrinseco e indifferente, che il cittadino deve accettare come le leggi dello Stato. In realtà, essi non partecipano alla religione del paese; ma ne hanno una per conto loro, poiché veramente il loro Dio è la loro arte, la loro filosofia, alle quali infatti votano tutta l’anima e subordinano ogni altro interesse, almeno nell’intimo del loro spirito. Non è, propriamente, né indifferentismo religioso, né tanto meno ateismo. Ma ateismo pare verso la religiosità ufficiale di cui si ridono, ancorché esteriormente le pro- fessino ogni riguardo. Quindi i conflitti frequenti e le prigioni e i roghi, che aspettano i nostri filosofi del sec. xvi. Il letterato, a ogni modo, stralciandosi dalla vita comune, in cui si era consolidata, in forma di instituzioni costrittive della libertà individuale, l’intuizione trascendente e intellet- tualistica del Medio Evo, ereditata dalla filosofia greca, ristaurava, come poteva, la libertà dello spirito che si fa il suo mondo. E si fa un mondo di puro pensiero, poiché non gli è consentito di scrollare, d’un tratto, quell’altro della comunità civile; al quale per altro, a suo tempo, perverrà egualmente, quando il principio suo, il principio 10. — Gentile, 1 problemi della scolastica.