t)8 1. I PROBLEMI DELLA SCOLASTICA zione del non-essere dell’oggetto, e 1' ignoranza, che è affermazione del non-essere del soggetto. Concetti tutt’al- tro che chiari, ma che si ritiene comunemente innegabili senza cancellare o, che è lo stesso, senza rendere affatto inintelligibile la libertà del rapporto, in cui la mente entra con la verità mediante la conoscenza. O come si spieghe- rebbe altrimenti il valore che si attribuisce alla conoscenza vera ? Questo valore è la legge che obbliga la nostra mente a correggere gli errori ; questo valore sforza ogni spirito a liberarsi dall’ ignoranza, e a conquistare la verità. La mente perciò dev’esser capace di conoscere l’oggetto, ma non essere necessariamente, per la sua stessa natura, conoscenza dell’oggetto. Lo scolaro deve salire all’altezza del maestro; ma fate che siano entrambi sullo stesso piano, e la scuola diventa inconcepibile. Lo spirito si sviluppa nella progressiva conoscenza del vero; ma fate che questo vero sia lo stesso spirito, o comunque immanente alla natura stessa dello spirito ; e ne renderete incomprensibile lo sviluppo, attestatoci incontestabilmente dalla espe- rienza. Questo sviluppo inteso come movimento del soggetto verso la verità importa dunque una netta, rigorosa, asso- luta distinzione tra chi conosce e quello che egli conosce; per guisa che il valore stia tutto in un termine, e manchi del tutto all’altro. Il quale potrà partecipare del valore, conformandosi a.1 primo, e sarà pertanto non più se stesso, puramente e assolutamente, ma se stesso con qualche cosa di quel primo termine così nettamente distinto e diverso da lui. àia è evidente che il soggetto senza valore è soggetto irreale ; perché se valore è l’oggetto conosciuto o la conoscenza dell’oggetto, il soggetto si può concepire destituito di valore solo in quanto si vuota di ogni cono- scenza, e si fa soggetto che non conosce: come dire, sog- getto che non è soggetto; poiché soggetto è termine di di questa relazione detta conoscenza, la quale, cadendo