8o I. I PROBLEMI DELLA SCOLASTICA d’Arianna già trovato col cogito ergo sum, che per la prima volta colmava il terribile dualismo dell’essere e del pen- siero, facendo non più, come l’antico di Elea, il pensiero essere, ma pensiero l’essere; irrigidita nella sua più per- fetta logicità nel nesso leibniziano del possibile col reale, per presentarsi in quest’ultima forma ai colpi della critica kantiana, la quale diè bensì le armi per abbatterla, ma non le adoperò essa; —- co testa prova ontologica è una delle più grandi battaglie combattute dal pensiero medie- vale per la conquista della realtà, del fondamento di ogni realtà, di Dio. E tutti i maggiori pensatori del xn e del xiii secolo accorrono a prendervi parte, gli uni per finire con la certezza della vittoria, gli altri per partirsi con la coscienza della disfatta e della necessità dì nuove armi e di nuove battaglie; Riccardo Fishacre, Guglielmo di Auxerre, Alessandro di Hales, Alberto Magno, Bona- ventura, Giovanni Peckham, Matteo d’Acquasparta, Tom- maso d’Aquino, Pietro di Tarantasia, Egidio Romano, En- rico di Gand, Guglielmo di Occam, Riccardo di Middleton, Guglielmo di Ware, Giovanni Duns Scoto. Ne discussero tutti nelle loro somme teologiche o nei commentari a quelle Sentenze, che Pietro Lombardo (nativo forse di Lomello, ma maestro di teologia tra il 1140 e il ’59 a Notre Dame a Parigi e poi vescovo della città), raccogliendo luoghi teologici dalla Bibbia e dai Padri della Chiesa, aveva ordinate e disposte ad uso delle scuole di teologia. Ma la lunga insistenza della discussione, pur nei difen- sori dell’argomento ontologico, può significare l’insoddi- sfazione che questo lasciava negli spiriti. A cui nella polemica, in quel girare da tutte le partì la prova mira- bile che, supposta la dualità dell’ intelletto e della realtà, doveva con uno sforzo soggettivo del primo raggiungere la seconda, non poteva non apparire confusamente la gravissima difficoltà del tentativo, che pure era lo sforzo più vigoroso fatto dall'uomo, in quanto uomo, semplice