>6 I. I PROBLEMI DELLA SCOLASTICA da capo, con nuovo sforzo. La scuola, ecclesiastica o laica, fino al sec. xvm fu scolastica : Aristotele il testo dell' in- segnamento accademico in Italia fino alla Rivoluzione francese. Dalla quale non avemmo una spinta a un movi- mento filosofico nostro se non nel periodo della restaura- zione, quando alla filosofia dovemmo tornare con due pensatori grandi ma preoccupati da preconcetti religiosi intesi pure scolasticamente. Poiché l'altra scuola di filo- sofia che, oltre l’accademia pei dotti, avemmo in Italia anche dopo la morte ideale della scolastica, voglio dire la scuola di filosofìa pel popolo, per tutti, quella che do- veva deporre in tutte le anime almeno il germe d’un concetto dell’assoluto, la Chiesa, per l'andamento parti- colare della nostra storia politica, non tutta soggetta né tutta libera dal Papato, non ha mai potuto essere altro che la Chiesa cattolica: una Chiesa, la cui dommatica coincide coi principii essenziali della scolastica, quali pro- cureremo di fermarli in queste altre lezioni : e che si possono riassumere nella negazione della divinità del- l’uomo, nella netta separazione tra l'anima umana e quella realtà che quest’anima, ripeto, deve sentirsi dentro, per vivere una vita veramente e profondamente religiosa e insomma proporsi e sentire il problema filosofico. Ora, quando ci s’abitua a guardar fuori per vedere l’oggetto che solo è dentro di noi, come volete che si desti mai in tutta la sua pienezza quella vita rigogliosa dello spirito, che nasce dalla coscienza di quest'oggetto ? Così Bruno, Vico, Gioberti scoprono, ciascuno con ge- nialità meravigliosa d’intuito speculativo, un Dio, che è momento essenziale nella storia del pensiero moderno nelle sue più alte manifestazioni : ma nessuno di essi è in grado di riconoscervi il suo vero Dio. Questa invero la nostra storia, che solo ora si ripiglia con quella piena libertà di spirito che è l'aria vivificante così del pensiero filosofico, come di quello religioso.