Full text: Studi Vichiani

STUDI VICHIAN1 
36 
tempo e le contiene dentro di sé e contenendole le so¬ 
stiene » 1. 
A Napoli era salita in pregio la fisica sperimentale, 
e si magnificava il nome di Roberto Boyle. Vico ne ebbe 
sentore ; ma egli stesso ci dice di averla voluta « da sé 
lontana.... perché nulla conferiva alla filosofia dell’uomo.... 
ed egli principalmente attendeva allo studio delle leggi 
romane, i cui principali fondamenti sono la filosofia degli 
umani costumi e la scienza della lingua e del governo ro¬ 
mano, che unicamente si apprende sui latini scrittori ». Il 
suo spirito graviterà sempre più verso il mondo umano; 
di un umanesimo concepito come accade di concepirlo a 
chi la realtà umana sia avvezzo a mirare nel diritto posi¬ 
tivo, ossia come società. Ond’ è che non gli parrà mai 
morale quella degli stoici né quella degli epicurei, « sic¬ 
come quelle che entrambe sono una morale di solitari ». 
Poi venne a sapere « aver oscurato la fama di tutte le 
passate la fisica di Renato delle Carte »; e cercò averne 
contezza. Ma già infatti l’aveva studiata e giudicata nel¬ 
l’opera del Regio, e l’aveva respinta perché meccanica al 
pari di quella di Epicuro. 
Tornò definitivamente a Napoli; e trovò tutta Napoli 
cartesiana; e per amor di Cartesio tornata anche alla 
metafisica 2. « Si erano cominciate a coltivare le Medita¬ 
zioni metafisiche ». Egli, l’autodidatta, tuttavia immerso 
nelle « meditazioni severe sopra i metafisici platonici », 
non provò per la metafisica cartesiana la stessa ripugnanza 
che per la fisica. Vide e non vide il carattere di questa filo¬ 
sofia: non la trovò coerente, perché «alla sua fisica con- 
1 « Deus ideo est in omnibus, quia omnia in eo sunt, quae nisi essent 
in eo, essent nusquam, et omnino non essent»: Ficino, op. cit., II, 6; 
G. Pico, Heptaplus, V, 6. 
2 Naturalmente, nell’affermarsi assai sorpreso di trovar Napoli 
affatto diversa da quella ch’egli aveva lasciata, il V. esagera, secondo 
il Nicolini, giacché, come s’ è detto, i suoi contatti con la sua città 
natale durante il novennio vatollese erano stati frequenti e talora abba¬ 
stanza lunghi. Si veda sopra p. 22, nota 2.
	        

Note to user

Dear user,

In response to current developments in the web technology used by the Goobi viewer, the software no longer supports your browser.

Please use one of the following browsers to display this page correctly.

Thank you.