Full text: Studi Vichiani

II. LA PRIMA FASE DELLA FILOSOFIA VICHIANA 
33 
« Dio primo ingegniero » è frase che infatti si ritroverà 
nello stesso Vico 1. Il quale, nell'esposizione degli stessi 
versi, potè trovare che « Dio è il primo ingegniere avanti 
la Natura; però sa il tutto; l'insegna e non l’impara »2. 
E in altro luogo 3 dell’esposizione : « Se l’alma non sa 
come s’ è fabbricato il corpo, né come fece tante membra 
a tanti usi, né come si frena il calore etc., è segno 
ch’essa non fece il corpo »4. 
Da questa dottrina neoplatonica non è dubbio che, 
quando l’avrà covata nel suo cervello e fecondata di sue 
osservazioni, il Vico trarrà l’opposizione scettica della 
gnoseologia del De antiquissima tra il sapere divino che è 
formazione intrinseca della natura, e il sapere umano che 
è la formazione estrinseca e superficiale, di cui parla il 
Ficino s; ma trarrà anche la sua intuizione dinamica o, 
1 De antiquissima, in Opere I, 179, e Vindiciae, in Opere, ed. Fer 
rari, IV, 309-310. 
2 Campanella, Poesie, ed. Gentile, p. 33. 
3 O. c., p. 143. 
4 Niun dubbio, io credo, che al Vico doverono esser note anche 
altre opere del Campanella, e che meriti di essere studiato il problema 
delle suggestioni che dovè riceverne. Alle osservazioni di A. Sarno, 
[Campanella e Vico, nel Giornale critico della filosofia ital., IV, 1924, 
p. 137) altre importanti ce ne sarebbero da aggiungere. Cfr. il mio 
G. Bruno e il pensiero del Rinascimento'2', Firenze, Vallecchi, 1925, 
p. 276. Aggiungo qui un riscontro alla dottrina vichiana della Prov¬ 
videnza relativa alla eterogenia dei fini. Campanella (nella Città del 
sole ed. K vacala, p. 65) dice: «Però gli spagnoli trovaro il resto del 
mondo, benché il primo trovatore fu il Colombo nostro genovese, per 
unirlo tutto a una legge; e questi filosofi saranno testimoni della ve¬ 
rità eletti da Dio; e si vede che noi non sappiamo quello che facemo, 
ma siamo instrumenti di Dio: quelli vanno per avarizia di danari cer¬ 
cando nuovi paesi, ma Dio intende più alto fine. Il sole cerca strug¬ 
gere la terra, non far piante e uomini; ma Dio si serve di loro: in 
questo sia laudato ». Cfr. ed. Paladino, p. 59. 
5 La derivazione neoplatonica di questa dottrina vichiana è ormai 
riconosciuta. Vedi Croce, Fonti della gnoseologia vichiana, in Saggio 
sullo Hegel seguito da altri scritti ecc., Bari, Laterza, 1913, pp. 250-1. 
Gian Paolo ricorda anche lui questo concetto del conoscere come fare, 
attribuendolo agli scolastici: «So wie nach den Scholastikern Gott 
alles erkennt, weil er es erschafìt, so bringht das Kind nur ins geistige 
Erschaffen hinein; die Fertigkeit des erkennden Aufmerkens folgt dann 
von selber »: Levana, § 131. Ma si tratta di una vaga reminiscenza. 
Philosophisches Institut 
der Universität des Saarlandes
	        

Note to user

Dear user,

In response to current developments in the web technology used by the Goobi viewer, the software no longer supports your browser.

Please use one of the following browsers to display this page correctly.

Thank you.