Full text: I problemi della scolastica e il pensiero italiano (12)

m. IL CARATTERE DELLA FILOSOFIA ITALIANA 22Q 
panelli. Ciò non toglie tuttavia che anche nel Vico riappaia 
il trascendente; non solo perché con una sincerità e una 
serietà religiosa, da cui i pensatori del Rinascimento furono 
tutti alieni, egli professò scrupolosamente il suo cattoìi- 
cismo, e cattolica volle la sua filosofia; ma anche, e princi¬ 
palmente, perché il suo immanentismo sta e si regge dentro 
certi limiti, che il filosofo napoletano si guarda bene di 
sorpassare; e se ne guarda bene, non già perché gliene 
manchi il coraggio — che a nessun filosofo ha fatto mai 
difetto ! — ma perché nel sistema totale del suo pensiero 
gliene manca assolutamente il modo. Il suo mondo umano 
è prodotto della Provvidenza, intesa come quella logica 
appunto che governa la nostra mente, e dentro la quale 
questa mente celebra la propria libertà. Or bene: questa 
Provvidenza è dunque la stessa mente umana nella sua 
eterna essenza e nel suo immortale valore? 
No; per quanto equivoche possano riuscire non poche 
espressioni della Scienza Nuova, essa è quella divina Prov¬ 
videnza, che nella stessa vignetta che il Vico si compiacque 
di premettere al libro, illumina dall’alto l’uomo che esce 
dalla selva primitiva, come Dante che sarebbe ritornato 
indietro senza il soccorso di Virgilio mandato dal cielo. 
E questa divina Provvidenza non s’identifica del tutto con 
la umana, perché accanto alla Scienza Nuova rimane pur 
sempre, non mai rifiutato dall’autore, il suo De antiquis¬ 
sima Italorum sapientia, di cui qualche eco si ode pure nel¬ 
l’opera maggiore: una dottrina cioè, per cui la realtà è 
naturale, ed ha un principio metafisico a sé, diverso da 
quello onde si genera la storia, e ad esso irreducibile. 
Tant’è, la sola scienza concessa allo spirito umano resta 
sempre quella del mondo suo proprio; e di fronte ad esso 
resta sempre, impenetrabile, la natura di Dio, col suo eterno 
divieto. Dio dunque non è l’uomo : non è l’attività che fa 
l’uomo uomo, fabbro della propria fortuna, di tutto un 
mondo, non proprio di un individuo particolare, ma storia
	        
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