Full text: Studi Vichiani

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STUDI VICHIANI 
4- 
LA CARRIERA ACCADEMICA DI GENNARO VICO 
Il padre morì, come è pur noto, nella casa sui Gradini 
a Santi Apostoli. E qui ancora abitava Gennaro nel 1768 1. 
Qui continuò egli la quieta vita del padre, tra l’università, 
gli studi, la conversazione dei signori e dei dotti. Gennaro 
non si elevò mai alle speculazioni di Giambattista, ma 
seguì l’indirizzo umanistico e rettorico degli studi paterni. 
Continuò, insomma, la men difficile tradizione domestica. 
Non scrisse versi; ma compose più epigrafi del padre e 
studiò con pari amore le più leggiadre eleganze della lingua 
latina. Dev’essere stato un ottimo insegnante della sua 
materia; e le idee didattiche accennate nelle sue Orazioni 
inaugurali, che ci sono giunte, confermano tale giudizio. 
Ebbe anche dottrina classica e acume non volgari: ma fu 
modestissimo, e il suo titolo maggiore restò sempre quello 
di essere figliuolo di Gian Battista Vico. Né egli avrebbe 
ambito di più, conscio, benché confusamente, della paterna 
grandezza. 
Nel 1756, lesse per l’apertura degli studi un’ Orazione 
sul tema : Dissidium linguae ab animo factum praecipuum 
corruptae eloquentiae causam fuisse. E, sul principio di 
questa, accenna a un’altra Orazione, letta fere multis 
abbine annis, nella quale aveva indagato quidnam esset, 
quod piures omnibus in artibus, quam in dicendo admira- 
biles extitissent. Ma questa non si trova tra le sue carte. 
Una quarta volta, a nostra notizia, gli spettò di leg¬ 
gere 1’ Orazione inaugurale, e fu al principio dell’anno 
1 In una copia d'una Orazione per le nozze di Ferdinando IV (1768) 
trovo segnato l’indirizzo di Gennaro così: «A S. Apostolo il Signor 
D. Gennaro Vico. — Attaccato alla porteria ».
	        
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