Full text: Studi Vichiani

V. LE VARIE REDAZIONI DELLA « SCIENZA NUOVA) 167 
più profondo, che animerà l’opera maggiore, — il Vico 
tutti gli altri trentaquattro anni della sua vita li visse 
nella meditazione dei problemi, che sono argomento 
della Scienza Nuova. Intorno al ’19 i suoi pensieri avevano 
preso già corpo. Ma da quell’anno fino al ’35 o ’36, quando 
si può ritenere abbia data l’ultima forma al libro cui 
intendeva affidare il suo nome, lavorò a ben quattro 
esposizioni diverse del suo pensiero. La prima volta gli 
die’ forma nei due libri De universi iuris uno principio 
et fine uno (1720) e De constantia iurisprudentis (1721): 
due parti di una stessa opera, che il Vico stesso dice del 
Diritto Universale. Il De constantia comprendeva alla 
sua volta due parti: una, molto breve, De constantia 
philosophiae, esposizione dei principii filosofici che illu¬ 
minano tutta la storia del diritto nella sua concreta 
realtà, che è tutta la vita spirituale dell’uomo, ossia la 
civiltà; e l’altra, assai ampia, De constantia philologiae, 
ricostruzione dei fatti dalle testimonianze rimasteci, in¬ 
terpretate al lume di quei principii. E qui era un capi¬ 
tolo: Nova scientia tentatw, «donde» (come dirà Vico 
stesso nella sua Autobiografia) « s’incomincia la filologia 
a ridurre a principii di scienza, e.... sopra tal sistema 
vi si facevano molte ed importanti scoverte di cose tutte 
nuove e tutte lontane dall’oppinione di tutti i dotti di 
tutti i tempi » r. 
1 Autobiografìa ed. Croce, pp. 41-2. Sui rapporti fra Dir. Universale 
e Scienza Nuova, v. ora anche Nicolini, Vita di G. B. Vico, nel Giorn. 
crit. di filos. ital., 1925. Ma quanto alla data assegnata dal Vico alla 
Scienza Nuova in forma negativa, il Nicolini stesso mi comunica ora 
qualche suo dubbio : « Par difficile che alla Scienza Nuova in forma 
negativa il V. cominciasse a lavorare fin dal 1722. Basta pensare che 
nel 1722 il V. lavorava intorno alle Note al Diritto Universale, le quali 
furon finite di stampare non prima dell’agosto 1722. Pertanto, malgrado 
l’affermazione dell’Autobiografia, credo che alla Scienza Nuova negativa 
il V. si accingesse non prima ma dopo la disavventura universitaria 
dell’aprile 1723. Essa era già a buon punto nell’ottobre 1723, giac¬ 
ché il 30 di quel mese Anton Francesco Maria Marmi, informato da
	        
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