Full text: Studi Vichiani

II. LA PRIMA FASE DELLA FILOSOFIA VICHIANA 
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qualsiasi accenno politico. E, nell’un caso o nell’altro, si giunge 
sempre al risultato, che la stesura definitiva è diversa dal testo 
primitivo. 
« Comprendo io pel primo che questi dati di fatto sono ancor 
troppo poca cosa perché possan già far configurare diversamente 
la cronologia (che in questo caso è storia) del pensiero vichiano. 
E non mancherò certo, nelle mie future postille all ’Autobiografia, 
di allargare e approfondire 1’ indagine. Ma, in fin dei conti, nes¬ 
suno potrà sconvenire che la sicurezza, che finora avevamo tutti, 
che al neoplatonismo il V. passasse per lo meno fin dal 1699 (data 
della prima Orazione) comincia a essere alquanto scossa. E cor¬ 
relativamente comincia a delinearsi la possibilità che codesto 
passaggio, almeno in forma decisiva, avvenisse soltanto nel 1708 
o 1709, cioè quasi alla vigilia del giorno in cui, col De antiquis¬ 
sima (1710), il V. spiegherà risolutamente la bandiera anticarte¬ 
siana. Neoplatonismo e anticartesianismo, insomma, potrebbero 
nel V. esser coevi o quasi : come quasi coevi, del resto, li dice 
l’Autobiografia, salvo ad anticipare al 1686-95, e ad asserir già 
bell'e compiuto nel 1695, un atteggiamento spirituale, che forse 
in lui non cominciò a prender consistenza se non molti anni dopo. 
Che se poi questi miei dubbi assurgessero un giorno a certezza, 
sarebbe molto interessante indagare se e in qual misura il neo- 
platonismo del V. venisse determinato dalle sue lunghe e appas¬ 
sionate conversazioni filosofiche con Paolo Mattia Doria, ricor¬ 
date dal V. medesimo nel prologo del De antiquissima e nel- 
l’Autobiografia ».
	        

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